La Giunta Raggi ha emanato due Deliberazioni con i piani di azione per superare il disagio abitativo e avviare una nuova assistenza alloggiativa.
Le Deliberazioni 163 e 164 del 25 luglio scorso sono dedicate, rispettivamente, alle linee guida per la redazione del piano di azione per la realizzazione di interventi per l’emergenza abitativa e al Piano generale assistenziale alternativo ai CAAT (Centri di Assistenza Abitativa Temporanea). Con questi provvedimenti, la Giunta Capitolina esprime le motivazioni e le azioni con cui intende aggredire il fenomeno del disagio abitativo.
Le linee guida del Piano di interventi per l’emergenza abitativa
Con la Deliberazione n. 163 del 25/7/2017 la Giunta di Roma Capitale adotta le linee guida per realizzare il Piano di interventi per il superamento del disagio abitativo.
I presupposti, come tristemente noto tra la popolazione, in particolare quella più disagiata, sono sintetizzati da alcuni dati citati nel provvedimento, a partire dalla “grave emergenza abitativa”.
Tale fenomeno viene descritto, nella Deliberazione, nei suoi effetti principali, quali l’incremento degli sfratti per morosità, l’aumento di aree costituite da alloggi di fortuna, la crescita conseguente di un disagio sociale diffuso, con il crescente impoverimento delle famiglie e il relativo aumento della domanda abitativa, dovuto anche ai fenomeni migratori.
Gli sfratti annui a Roma sono circa 7.000, di cui oltre l’80% per morosità, e le famiglie soggette a sgombero forzoso sono quasi 2.500. Anche per questo, è stato attenzionato il Prefetto della Città metropolitana di Roma Capitale.
Si registra inoltre il problema delle occupazioni abusive di immobili pubblici e privati, non sempre per uso abitativo.
La Giunta esprime inoltre la necessità di conoscere e monitorare il proprio patrimonio immobiliare, oltre al fatto che l’Amministrazione può contare sugli immobili assegnati al Comune di Roma in seguito a sequestri e confische alla criminalità organizzata.
Nella Determinazione vengono anche citati i fondi regionali destinati al programma sull’emergenza abitativa.
Con le azioni descritte nel provvedimento la Giunta vuole superare l’emergenza, favorendo l’accompagnamento dei cittadini e delle famiglie più fragili verso soluzioni di graduale autonomia.
Il Piano sarà elaborato da un Comitato attuativo, che sarà composto da rappresentanti del Gabinetto della Sindaca, dei Dipartimenti interessati e dei Municipi. Sarà sottoposto all’approvazione dell’Assemblea Capitolina entro fine anno.
C’è anche la volontà di predisporre un nuovo atto di recepimento del Programma straordinario sull’emergenza abitativa che di recente è stato varato dalla Giunta della Regione Lazio, superando quanto disposto dal Commissario Straordinario nel 2016.
Le linee guida, allegate alla Deliberazione, individuano tre categorie di persone rientranti nel disagio abitativo e che vivono situazioni di:
- fragilità economica (per incapienza o disoccupazione);
- fragilità sociale e sanitaria (famiglie povere che necessitano di sostegno al reddito e/o in condizioni sanitarie precarie);
- precarietà – nuove povertà (impoveriti da separazioni o divorzi, vittime di violenza familiare, vittime di fallimento individuale, persone del ceto medio impoverito da processi di valorizzazione del patrimonio).
Dal punto di vista immobiliare, la Giunta intende avviare azioni per recuperare nuovi alloggi da destinare all’assistenza abitativa.
Le misure riguardano:
- l’acquisto dell’invenduto residenziale, da acquisire al patrimonio comunale disponibile o indisponibile;
- il reperimento di immobili di proprietà di Enti pubblici;
- il reperimento di immobili di congregazioni religiose non più utilizzati.
L’incremento dell’offerta di alloggi sarà ottenibile anche con il frazionamento degli immobili ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e con il recupero ed auto-recupero di immobili pubblici, come ad esempio scuole e caserme.
In generale, è intenzione della Giunta Raggi di dare maggior efficienza al sistema ERP, soprattutto in fase di assegnazione e gestione degli immobili.
Il Piano Generale Assistenziale Alternativo ai CAAT
La Deliberazione n. 164 del 25/7/2017 descrive il Piano con cui la Giunta vuole superare i CAAT, al fine di accogliere i bisogni abitativi dei nuclei in stato di fragilità sociale.
A questo scopo, la Deliberazione prevede che debbano essere rafforzate le risorse umane assegnate ai Municipi e ai Dipartimenti direttamente coinvolti.
Il Dipartimento Politiche Abitative dovrà istituire una Cabina di regia per realizzare le attività previste dal Piano, a cui parteciperanno rappresentanti dei Dipartimenti delle Politiche Sociali e del Patrimonio e dei Municipi.
Entro il 30 ottobre 2017 la Cabina di regia dovrà predisporre una mappatura degli immobili del patrimonio disponibile ed indisponibile di Roma Capitale e dei beni confiscati alla criminalità. Tale mappatura dovrà comprendere una stima economica degli interventi necessari per rendere abitabili gli immobili.
Sarà inoltre costruita una speciale sinergia con le Forze dell’Ordine, al fine di attuare nei CAAT gli sgomberi dei non aventi titolo e favorire la transizione negli alloggi individuati con il Piano.
Tra le risorse previste per il Piano, saranno disponibili 12 milioni di euro, inizialmente previsti per l’attuazione dei CAAT, che saranno appunto superati dal nuovo sistema.
Il Piano prevede che i CAAT siano sostituiti dal SASSAT, il nuovo Servizio di Assistenza e Sostegno Socio Alloggiativo Temporaneo.
Per i nuclei attualmente inseriti nel sistema dei CAAT e per i quali non si prevede a breve l’avvio di percorsi di autonomia, saranno assegnati alloggi per un periodo non superiore a 24 mesi, durante i quali le persone in fragilità saranno affiancate ed accompagnate in percorsi di empowerment.
L’obiettivo è quello di far uscire le persone dalla condizione di fragilità economica e sociale e, pertanto, di non avere più bisogno anche dell’assistenza alloggiativa.
Questi progetti individualizzati saranno seguiti direttamente dai Municipi, al fine di favorire maggior vicinanza e sostegno. Per questo, ci sarà un graduale trasferimento delle risorse economiche e finanziarie, che saranno assunte definitivamente dai Municipi, insieme a funzioni e competenze.
Altra azione prevista è quella del Buono casa, con cui l’Amministrazione fornirà assistenza a chi non avrà i requisiti per godere del Piano o che saranno individuati con successivi bandi, al fine di supportarli nel pagamenti dei canoni di affitto di immobili privati.
Anche in questa Deliberazione, come nella precedente, viene ribadito che l’assegnazione degli alloggi ERP avverrà nel pieno rispetto delle graduatorie vigenti.
Risultati attesi dal Campidoglio
Entro il 2019, la Giunta Raggi punta a fornire assistenza alloggiativa a circa 6.000 famiglie.
Le diverse azioni sopra descritte dovrebbero infatti portare al raggiungimento di questi risultati:
- buono casa e sostegno fragilità per 1.400 famiglie;
- scorrimento delle graduatorie ERP, con 1.200 assegnazioni;
- frazionamento di alloggi ERP: 1.200 alloggi;
- contributo all’affitto per 1.000 famiglie;
- nuove abitazioni: 600 unità;
- auto-recupero: 400 alloggi;
- beni confiscati: 300 abitazioni.
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Con l’occasione, sul tema della morosità incolpevole, segnalo che è aperto il bando di Roma Capitale, su cui puoi leggere il mio post dedicato.
Il tema del disagio abitativo a Roma è ampio e complesso e, soprattutto, si trascina da troppi anni nei suoi effetti più deleteri.
Al di là di come è stato denominato dalle varie Amministrazioni fino all’attuale, un piano casa efficace per la città di Roma è atteso da tempo.
Come sempre faccio su quanto accade in ambito immobiliare, in questo caso relativo alla mia città, seguirò qui sul mio blog l’evoluzione di questo Piano della Giunta Raggi.
Spero che questa Amministrazione raggiunga quanto prima gli obiettivi posti e che, anzi, se ne ponga poi di nuovi, a seguire, dato che la realtà romana è appunto complessa e i cambiamenti della società, spesso repentini e a volte non prevedibili, esigono azioni altrettanto repentine ed efficaci da parte dei decisori politici ed amministrativi.
Al di là dei numeri, ritengo che la questione dell’edilizia pubblica e popolare debba porre al centro le persone e le risorse finanziarie ed immobiliari debbano essere poste al servizio delle persone stesse.
Chi vive condizioni di disagio abitativo, è quasi normale che, purtroppo, viva situazioni di disagio anche economico, lavorativo, familiare e sociale. Servono quindi azioni e soluzioni integrate, serve uscire dalle logiche assistenziali e transitorie e puntare a percorsi in cui l’aspetto dell’abitare sia una componente importante, non l’unica, di un percorso verso una vera autonomia.
Per arrivare a questo, bisogna coinvolgere tutti gli attori della vita economica e sociale, pubblici e privati, perché le scelte siano più forti ed i risultati più efficaci.
Il disagio abitativo è specchio anche di altri disagi, e quindi il mio auspicio è che sia rovesciato e considerato parte attiva di una soluzione e non componente passiva di un problema.
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